Il terreno dedicato alle coltivazioni orticole è stato suddiviso in tre parti diverse dove accanto a verze, insalate e pomodori dell’orto tradizionale italiano stiamo sperimentando a coltivazione di alcuni ortaggi tipici delle diverse culture alimentari dei paesi di provenienza dei rifugiati e richiedenti asilo partecipanti al progetto!

L’orto prevede una particolare attenzione ai criteri di sostenibilità, al design dei manufatti, alle scelte agro- nomiche, alle buone pratiche del riciclo e alla biodiversità. Si vuole proporre un impianto in grado di orga- nizzare spazi aperti flessibili, prevedendo anche successivi sviluppi e modifiche.

Tutti i prodotti freschi dell’orto saranno venduti grazie all’organizzazione di una rete di vendita legata ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), ai mercati e ristoranti di zona e al commercio equo e solidale.

Una parte delle erbe aromatiche viene essiccata e miscelata per ottenere sali e zuccheri aromatizzati, prodotti in continua evoluzione nei confronti dei quali il pubblico sta dimostrando molto interesse. Attraverso la condivisione di saperi e sapori, all’interno del gruppo di lavoro, si arriverà alla creazione e sperimentazione di nuove miscele originali grazie alla chef romana Stefania Barzini, e con il contributo prezioso di Maria Cristina Pasquali.